CENNI DEL PASSATO:
Nel '700 le riforme granducali e in particolare
l'emanazione dell'unico codice civile, significarono
per i nostri comuni la perdita dell'autonomia legislativa
risalente agli statuti medioevali. I problemi della
pianura venivano gestiti globalmente nell'organizzazione
Medicea dalle "Regie possessioni", in relazione
alle fattorie granducali nate intorno al padule di Fucecchio:
è proprio a partire dal settecento che la zona
di Fucecchio, Santa Croce, Castelfranco, Santa Maria
a Monte e Montecalvoli assume il nome di pianura delle
"Cinque Terre". L'economia agricola del paese
vedeva la diffusione del sistema dei poderi affittati
a famiglie di mezzadri e s'ampliò la concessione
di sempre più vasti appezzamenti del territorio
di proprietà comunale che sono stati l'origine
della diffusione della frammentarietà della proprietà,
caratteristica conservata fino ad oggi.
Con l'800 alle fonti documentarie si aggiunge
un importante strumento di conoscenza che è rappresentato
dai catasti, soprattutto dal Catasto Ferdinandeo - Lepoldino;
voluto dal granduca di Toscana Ferdinando III a partire
dal 1816 e poi proseguito da Leopoldo di Lorena.
Questo nuovo sistema ci offre un'immagine della proprietà
in Toscana dal 1832 in poi. Dalla lettura delle mappe
ricaviamo notizie importanti sul disegno territoriale,
sul disegno della viabilità, sull'idrografia,
sul tipo di insediamento presente in quel momento.
La vitalità economica è evidente dalla
presenza di strade che raggiungevano la comunità
e dalla fine del '700 in poi troviamo numerose opere
di manutenzione e rifacimenti. Anno importante da
segnalare è il 1868: Montecalvoli perde
la sede comunale e viene aggregato al comune di Santa
Maria a Monte. Negli anni successivi fu avviato un
processo di costruzione di una nuova sede municipale
nel capoluogo che venne realizzata tra il 1870
e il 1872, tra cui l apiù importante da
segnalare, l'apertura dell'attuale Via II Giugno,
le consentì mobilità completa del paese.
Il nuovo palazzo municipale si pose così al
centro delle strade di accesso e sulla nuova piazza
principale che non era più quella "della
chiesa" che era anche "del mercato"
fin dal medioevo ma quella del nuovo spazio civile.
L'ultima variazione amministrativa avvenne nel 1925
quando il comune, con tutto il valdarno inferiore,
passò dalla provincia di Firenze a quella di
Pisa, nel nuovo ridisegno voluto dal governo fascista.